Evoluzioni dei principali regimi sanzionatori per il 2020.

RUSSIA

di Paolo Quercia*

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INTRODUZIONE

Per quanto riguarda i regimi sanzionatori europeo ed americano verso la Russia gli sviluppi avvenuti nel corso del 2019 non sono stati particolarmente significativi ed il quadro può essere considerato complessivamente stabile, senza la prevalenza né di segnali importanti di miglioramento o di peggioramento.

Negli scorsi anni il sistema politico e l’economia russa hanno di fatto assunto come un dato acquisito l’esistenza delle sanzioni e la loro permanenza nel tempo, per cui la loro rimozione non rappresenta ormai un primario obiettivo strategico del Paese. Lo status quo sanzionatorio ha trovato un suo equilibrio, con la costruzione di un sottile e limitato confine economico tra Russia, USA ed Europa. Confine che tuttavia non compromette, per il momento, la sopravvivenza di rapporti strategici, le cui dinamiche ruotano piuttosto attorno ad altri elementi (il rapporto turco – russo, i conflitti in Siria ed in Libia, il conflitto in ucraina, le relazioni russo-cinesi, la presenza russa in America latina).

Episodi che negli scorsi anni hanno turbato le relazioni tra USA, EU e Russia (come le intrusioni cyber, le accuse di ingerenze nelle elezioni presidenziali americane o il caso Skripal) appaiono essersi sostanzialmente riassorbite e non hanno prodotto tracce significative sull’impianto delle sanzioni. La questione più complessa, quella delle presunte ingerenze nelle elezioni presidenziali del 2016, sono in parte state assimilate dal sistema americano senza conseguenze particolari mentre non appaiono ipotizzabili al momento possibili interferenze nelle prossime elezioni presidenziali.

Il 2019 ha anche lasciato emergere qualche spiraglio di alleggerimento, con la stipula di un importante accordo con tre delle società controllate dall’oligarca russo Deripaska, che sono state delistate, con un significativo alleggerimento dell’impatto delle sanzioni non solo per la Russia ma anche sul mercato mondiale dell’alluminio.

Complessivamente, il momento sanzionatorio contro la Russia rimane forte negli USA ma continua ad essere sostenuto prevalentemente dal Congresso più che dall’azione del presidente, che si mantiene su una linea di collaborazione indiretta e mantenimento dello status quo, che tutto sommato avvantaggia Putin ma non danneggia gli USA.

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L’articolo “Evoluzioni dei principali regimi sanzionatori per il 2020. RUSSIA” è pubblicato nel III report AWOS su sanzioni internazionali, export controls, restrizioni commerciali e rischio paese.

* Paolo Quercia, Coordinatore del Comitato scientifico di AWOS. Analista di geopolitica e docente di Studi Strategici all’Università di Perugia

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