Export Control, sanzioni e modelli ispettivi.

Il ruolo formativo delle istituzioni e l’importanza della trade compliance

di Marzia Conti*

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Non ci si può avvicinare alla materia dell’armamento senza interrogarsi sull’eticità del tema, senza porsi delle domande che necessitano di risposte laiche, imparziali e soprattutto scevre da ogni demagogia.

La visuale che più risponde a questi canoni è quella relativa ad una stretta analisi giuridica dell’argomento asciugata da preconcetti, e che necessita di un grado di approfondimento e di studio elevato, partendo sia dalla teoria sia dal riscontro dei dati empirici.

Per un quadro completo è necessario quindi non tralasciare nessuno di questi aspetti e a tale fine risulta fondamentale partire dalla ricostruzione del quadro normativo.

Il sistema giuridico italiano nel settore dell’armamento si fonda su una norma primaria risalente al 1990 (la Legge 185), che ha subìto alcune importanti modifiche, soprattutto in occasione della novella operata nel 2012 di recepimento della Direttiva comunitaria 43/2009.

In quell’occasione, con qualche anno di ritardo rispetto al legislatore comunitario, la norma nazionale ha introdotto un sistema a doppio binario tra il mercato dell’armamento europeo (nettamente semplificato), ed il commercio con i Paesi terzi (decisamente più controllato).

Partiamo dalle regole di controllo comune ad entrambe le tipologie di movimentazioni.

La Legge 185/90 enumera inizialmente una serie di divieti per la movimentazione del materiale d’armamento che valgono quali princìpi cardine ai quali è necessario rapportarsi prima di intraprendere qualsiasi attività commerciale in materia. Tali divieti sono considerati tra i più fermi e rigidi esistenti nelle varie legislazioni internazionali e comunitarie.

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L’articolo “Export Control, sanzioni e modelli ispettivi. Il ruolo formativo delle istituzioni e l’importanza della trade compliance” è pubblicato nel III report AWOS su sanzioni internazionali, export controls, restrizioni commerciali e rischio paese.

* Marzia Conti, Avvocato, Capo Sezione Controlli e Sanzioni, Autorità Nazionale UAMA, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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