Cina, Iran, Russia. L’evoluzione delle politiche sanzionatorie e gli effetti sulle imprese

di Giulio Terzi Di Sant’Agata*

La posta in gioco nella sfida tra Stati Uniti e Cina va ben al di là del commercio internazionale, dell’economia, della crescita o dello sviluppo, come purtroppo ha sostenuto qualcuno con visione miope nei giorni che hanno preceduto la visita di Stato del Presidente Xi Jinping a Roma e la firma del famoso Memorandum.

CINA: IL RAPPORTO CON PECHINO, DEGLI STATI UNITI E DELL’EUROPA

Nel rapporto con la Cina la posta in gioco riguarda tutta la sfera della politica estera e di sicurezza atlantica ed europea e il futuro dell’economia e della società digitale in tutti i nostri paesi. Per questo motivo affronterò in primo luogo alcuni di questi aspetti, per poi esaminare l’evoluzione del sistema sanzionatorio americano ed europeo soprattutto nei confronti dell’Iran e della Russia, le altre due questioni che riguardano più direttamente i rapporti atlantici, nella loro dimensione di sicurezza, commerciale ed economica. Non credo vi siano dubbi sulla necessità e sull’urgenza che in tutti e tre questi ambiti – Cina, Iran e Russia – si debba mirare a una coesione e coerenza strategica che è sinora mancata non solo tra le due sponde  dell’Atlantico, ma spesso anche all’interno dell’Unione Europea e talvolta per specifiche responsabilità del Governo italiano.

Per il negoziato USA-Cina, la tendenza prevalente tra gli analisti e gli ambienti economici, osserva “The Economist”, è quella di prevedere una lunga fase di confronto – ma almeno per ora senza dirompenti crisi finanziarie tra le due maggiori superpotenze: gli Stati Uniti e la Cina, non potendo la Russia essere considerata tale per la sua modesta dimensione economica in rapporto alle altre due potenze nucleari. Il 15 maggio 2019 il Dipartimento del Commercio americano ha reso noto che le società in rapporto con Huawei necessitano di una speciale licenza, in ragione delle minacce alla sicurezza nazionale riconducibili alla grande azienda cinese. Poco dopo veniva precisato che la disposizione sarebbe entrata in vigore dopo 90 giorni. Tuttavia, si innescava una razione a catena, di cui Huawei ha cominciato a subire pesanti conseguenze, per contrastare l’intenzione di Pechino di entrare in posizione dominante nello sviluppo e radicamento del 5G in America e in Europa.

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L’articolo “Cina, Iran, Russia. L’evoluzione delle politiche sanzionatorie e gli effetti sulle imprese” è pubblicato nel III report AWOS su sanzioni internazionali, export controls, restrizioni commerciali e rischio paese.

* Giulio Terzi Di Sant’Agata, Ambasciatore d’Italia. Nella sua carriera ha ricoperto, tra i vari incarichi, anche il ruolo di Ministro degli Affari Esteri, Ambasciatore a Washington e Ambasciatore presso la Rappresentanza delle Nazioni Unite

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