AWOS TALKS | BRIAN O’TOOLE (EX OFAC)

Gli USA e le sanzioni economiche internazionali

Parte 1

Le sanzioni strumento della nuova politica estera USA, ma fuori dalla campagna elettorale. La necessità di lavorare sulle eccezioni umanitarie. La tendenza all’isolazionismo oltre Trump. Il nodo Iran – JCPOA. Le sanzioni sulla Russia ad un punto morto.

AWOS lancia la rubrica AWOS Talks, una serie di video interviste condotte da Paolo Quercia, Direttore del Comitato Scientifico di AWOS e docente di Studi Strategici all’Università di Perugia, per discutere con autorevoli personalità del mondo delle istituzioni, delle università e delle imprese sulle evoluzioni più attuali degli export controls e della compliance, dei regimi sanzionatori e delle dinamiche geopolitiche.

Il protagonista del primo AWOS Talks è Brian O’ Toole (nella foto), ex Senior Advisor dell’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, attualmente Direttore Sanzioni e Screening di Truist Financial Corporation e nonresident senior fellow dell’Atlantic Council.

Nel corso dell’intervista, Paolo Quercia e Brian O’ Toole hanno approfondito diverse importanti questioni sul rapporto tra gli USA e le sanzioni economiche: da come il tema delle sanzioni sta entrando nella campagna elettorale americana per le presidenziali ai cambiamenti introdotti da Trump nella politica sanzionatoria statunitense, dall’approccio degli USA ai principali regimi sanzionatori (Iran e Russia su tutti) al ruolo delle “secondary sanctions” nella strategia sanzionatoria americana.

Per vedere la prima parte dell’intervista sul canale youtube di AWOS

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Di seguito riportiamo alcuni brevi passaggi della prima parte dell’intervista.

Paolo Quercia – Il tema delle sanzioni è uno strumento politico importante nell’ambito della campagna elettorale presidenziale americana?

Brian O’ Toole – “…Le sanzioni in quanto tali non sono un tema del dibattito presidenziale. Il modo in cui emergeranno nel dibattito presidenziale sarà sicuramente attorno alla decisione dell’amministrazione Trump di ritirarsi dall’accordo sul nucleare iraniano … e quindi probabilmente anche attorno alle politiche estere dell’amministrazione Trump nei confronti di Russia, Corea del Nord e Venezuela …”

Paolo Quercia – L’aspetto umanitario delle sanzioni è incluso nel dibattito?

Brian O’ Toole – “…Nella campagna presidenziale, l’assistenza umanitaria potrebbe emergere se si verifica un incidente particolare relativo all’Iran. Se la stampa riporta che le sanzioni di Trump hanno impedito all’Iran di ottenere beni umanitari necessari per combattere il Covid…”

Paolo Quercia – Nel bene o nel male, la presidenza Trump ha introdotto alcuni importanti cambiamenti nella politica sanzionatoria americana, come l’abbandono del multilateralismo. Questo approccio riguarda solo la visione di Trump oppure è una visione ideologica più profonda e strutturale?

Brian O’ Toole – “…La propensione degli USA all’isolazionismo esiste da centinaia di anni, quindi non penso sia una novità. Penso che l’unica cosa che l’amministrazione Trump ha fatto di diverso dalle amministrazioni precedenti sia una sorta di collegamento tra sanzioni e politica commerciale...Mettere assieme questi aspetti potrebbe spingere il WTO a valutare se le sanzioni siano una pratica commerciale scorretta o meno…”

Paolo Quercia – Qual è il regime sanzionatorio su cui c’è un maggior divario tra Trump e Biden? È l’Iran, è la Russia, la Corea del Nord?

Brian O’ Toole – “Certamente l’Iran. Il JCPOA è una questione centrale sul fronte iraniano. E ci sono state indicazioni da parte del consigliere per la sicurezza nazionale per la campagna di Biden, Tony Blinken, che potrebbe esserci una mossa per rientrare in qualche modo nell’accordo… Penso ci sia potenziale per un cambiamento più sostanziale anche su Cuba…”

Paolo Quercia – La Russia dal punto di vista europeo è un argomento molto interessante. Abbiamo visto alcuni sviluppi contraddittori in questo regime sanzionatorio, sembra in qualche modo bloccato e nella terra di nessuno e non sappiamo dove possa andare. Come giudica l’effetto delle sanzioni sulla Russia?

Brian O’ Toole – “…Penso che la Russia abbia pagato un prezzo abbastanza significativo dalle sanzioni imposte nel 2014 e continua a pagare quel prezzoL’amministrazione Trump sta affrontando tutta una serie di escalation dell’aggressione russa e in risposta ha fatto alcuni passi per imporre sanzioni. Ma non c’è mai stata una politica coerenteIl punto delle sanzioni è guidare un qualche tipo di cambiamento, un cambiamento nel comportamento, non necessariamente un cambiamento di regime…Penso che la vera questione sia: cosa succede dopo le elezioni?…”