AWOS TALKS | GIULIANO NOCI

Il grande nodo della Cina: guerra commerciale, egemonia geopolitica e leadership tecnologica

Parte 1

Il fronte tecnologico la vera partita tra USA e Cina. L’interesse cinese per alcune competenze del Made in Italy. L’Europa vaso di coccio in mezzo a due vasi di ferro. Il “tifo” dei cinesi per la rielezione di Trump.

La Cina è la seconda economia del mondo e sta dando vita ad un’emergente competizione strategica con gli Stati Uniti d’America dal punto di vista geopolitico e tecnologico. Per tali ragioni, pur non essendo un Paese sotto sanzioni, il colosso asiatico rientra, anche se indirettamente, in diverse azioni di restrizioni del commercio internazionale, intensificatesi con l’Amministrazione Trump tra guerra dei dazi e questione Covid-19.

Sul ruolo della Cina nel mercato globale e sulla sua latente comparsa nel mondo delle sanzioni, per la rubrica AWOS Talks Paolo Quercia, Direttore del Comitato Scientifico di AWOS e docente di Studi Strategici all’Università di Perugia, ha intervistato Giuliano Noci (nella foto), Prorettore del Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano, tra i massimi esperti di questioni cinesi.

Per vedere la prima parte dell’intervista sul canale youtube di AWOS

CLICCA QUI

– – –

Di seguito riportiamo alcuni passaggi della seconda parte dell’intervista.

Paolo Quercia – Cos’è la Cina per gli USA e per l’Europa come peso nella tecnologia, nel commercio, nella delocalizzazione produttiva, in generale per l’internazionalizzazione dell’Italia e quanto di questo ruolo è oggi messo in tensione?

Giuliano Noci – “…La Cina è per gli USA un partner commerciale e un mercato importantissimo…è anche soprattutto un rivale tecnologico…il vero confronto tra USA e Cina non si gioca sul fronte commerciale, ma si gioca piuttosto sul fronte tecnologico…L’Europa è il mercato più importante di destinazione delle merci cinesi…è uno snodo logistico fondamentale per il mondo occidentale, tant’è che l’80% delle merci che transita dalla Cina all’Europa e viceversa transita oggi via mare e arriva ad Amsterdam, Amburgo e in parte in Francia…In questa prospettiva…è da ascriversi l’interesse crescente della Cina per l’Italia perché è evidente che il porto del Pireo è uno snodo importante come porta sud dell’Europa… L’Italia è interessante per la Cina anche per alcune sue competenze in automazione industriale, nel food e in alcune parti dell’automotive…

Paolo Quercia – L’Europa è in una posizione molto diversa rispetto agli Usa in un eventuale deterioramento dei rapporti economici con la Cina, ha una posizione in qualche modo intermedia, graficamente ed economicamente.

Giuliano Noci – “…Sulla posizione dell’Europa tra Usa e Cina è quasi scontato richiamare l’affermazione manzoniana del vaso di coccio in mezzo a due vasi di ferro…Ritengo che l’Europa faccia fatica ad avere una posizione troppo appiattita sugli Stati Uniti perché gli interessi dei paesi europei sono per certi versi molto diversi. In molti hanno interesse a tenere una porta sempre aperta con i cinesi…A luglio parte il semestre di presidenza della Merkel…capiremo che strada prenderà l’intera Unione europea…

Paolo Quercia – Gli Usa hanno una presidenza atipica e forse di rottura. Vedremo come andranno le prossime elezioni, ma la sensazione che ha lei è che c’è molto di Trump in questo rapporto divenuto teso e conflittuale tra Usa e Cina, oppure c’è qualcosa di più profondo e strutturale?

Giuliano Noci – “…Trump ha accelerato un qualcosa che era comunque ineludibile, nel senso che la crescente crescita economica e tecnologica della Cina prima o poi avrebbe generato un’ombra eccessiva per gli Stati Uniti che sono al sole da cent’anni… Il cambio di presidenza se ci sarà creerà un dispiacere ai cinesi…credo che i cinesi gradirebbero molto una riconferma di Trump, anche perché Trump divide tutti, divide anche l’Europa e un’ Europa divisa è un boccone più agevole per la Cina…”