AWOS TALKS | ROBERTO CORCIULO

La Russia tra l’effetto delle sanzioni internazionali e i nuovi scenari economici globali

Parte 1

La perdita di 5 miliardi di export italiano verso la Russia a causa delle sanzioni. La politica dell’ “Import Substitution” di Putin e il concetto di “Make with Italy”. L’attrattività russa per gli investimenti esteri. L’avvicinamento della Russia alla Cina e i rischi per l’Italia.

La Federazione Russa è un paese verso cui sono in atto sanzioni europee ed americane. È allo stesso tempo una destinazione importante per l’export italiano, soprattutto per il settore dei macchinari, del fashion e del food, un export che a causa delle sanzioni ha perso circa 5 miliardi di euro negli ultimi 5 anni. Mentre è in atto una situazione di stallo del regime sanzionatorio, la Russia sta ridefinendo le proprie supply chain, con un avvicinamento verso la Cina che mette a rischio alcuni settori del Made in Italy.

Sugli effetti delle sanzioni internazionali verso la Russia e sul ruolo di questo paese nei nuovi scenari dell’economia globale, per la rubrica AWOS Talks Paolo Quercia, Direttore del Comitato Scientifico di AWOS e docente di Studi Strategici all’Università di Perugia, ha intervistato Roberto Corciulo, Presidente di IC&Partners, uno dei massimi esperti in Italia di internazionalizzazione.

Per vedere la prima parte dell’intervista sul canale youtube di AWOS

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Di seguito riportiamo alcuni passaggi della prima parte dell’intervista.

Paolo Quercia: Quanto è importante il mercato russo come destinazione per le attività sia di export che di investimento? E come è cambiata la domanda di supporto da parte delle imprese considerando anche i problemi delle restrizioni e delle sanzioni?

Roberto Corciulo: “…la Russia è un grande produttore di materie prime, di oil and gas, di prodotti preziosi…ma di fatto è un’economia se vogliamo piccola, un’economia pari a circa il 70 % di quella italiana…Il 2013 per l’Italia è stato l’anno di maggior interscambio con la Russia, siamo arrivati solo di export a qualcosa come 12 miliardi e mezzo di euro…per i macchinari italiani la Russia è sempre stato un mercato importante…Il modello lanciato dalla Russia in risposta alle sanzioni è stato quello di entrare in una fase autarchica…anche grazie a un prezzo del petrolio che si è mantenuto a prezzi esorbitanti…Nella fase successiva alle sanzioni e alle contro sanzioni si è avviata la politica di “Import Substitution” voluta da Putin su 20 settori strategici, che ha portato molte aziende a dover insediarsi in Russia per poter avere la certificazione e fornire il sistema russo…Questo fenomeno ha portato al cosiddetto “Make with Italy”…Il Covid ha accelerato il fenomeno di cambiamento della globalizzazione, con un riposizionamento delle supply chain…Le sanzioni hanno portato la Federazione Russa a guardare ad est e quindi a iniziare un percorso di avvicinamento strategico alla Cina, in particolare nell’oil and gas, nelle materie prime e nel settore agricolo…

Paolo Quercia: Quanto ha pesato sull’export italiano l’abbinamento tra le sanzioni americane ed europee e le restrizioni russe?

Roberto Corciulo: “…Per l’effetto di sanzioni e contro sanzioni, nel 2016 siamo passati dai 13 miliardi ai 7 miliardi di euro, abbiamo perso circa 5 miliardi di export diretto verso la Russia. Oggi viaggiamo tra i 7,5 e gli 8 miliardi e non recupereremo più quello che è stato perso… Gli 8 miliardi verso la Russia sono pochi se paragonati ai 50 verso la Germania…Però è sempre stato un mercato ad alta capacità di spesa, soprattutto su prodotti del fashion italiano, perché comunque l’Italia è sempre stato considerato dal consumatore russo un Paese con prodotti di alta qualità, conosciuto e da visitare…Si ipotizza un raddoppio del Pil russo nell’arco di dieci anni, che avrebbe effetti importanti sull’export italiano, soprattutto perché parliamo di beni di investimento. Questo è il vero rischio del guardare ad est della Russia, ha portato la Cina a diventare un importante venditore di impianti di macchinari, di beni d’investimento andando a competere appunto con l’Europa, la Germania e l’Italia in primis…”