AWOS TALKS | CARLO PELANDA

Tra guerra economica e Nova Pax internazionale: sviluppi e scenari dello scacchiere geopolitico mondiale

Parte 1

Una nuova guerra “Roma-Cartagine” per la supremazia del pianeta. Il carattere bellico dell’azione geo-economica della Cina e la risposta (tardiva) degli USA. La guerra economica come impulso per rivitalizzare le democrazie. L’ingenuo neutralismo della Germania tra USA e Cina e il ruolo debole dell’Europa. L’uso di sanzioni come guerra a media intensità.

Lo scontro tra USA e Cina è l’epicentro di una nuova guerra per l’egemonia globale, in un sistema che coinvolge una pluralità di attori, dall’Europa alla Russia, e di dinamiche geopolitiche e geo-economiche. Si arriverà alla “distruzione” di una delle parti oppure è possibile una nuova Pax internazionale? E che ruolo svolgono le sanzioni economiche in questa nuova guerra tra imperi?

Per la rubrica AWOS Talks Paolo Quercia, Direttore del Comitato Scientifico di AWOS e docente di Studi Strategici all’Università di Perugia, ha intervistato su questi temi Carlo Pelanda, Professore di Economia e di Geopolitica economica, all’Università G. Marconi di Roma, membro del board del Oxford Institute for Economic Policy, tra i massimi esperti di studi strategici e geopolitici.

Per vedere la prima parte dell’intervista sul canale youtube di AWOS

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Di seguito riportiamo alcuni passaggi della prima parte dell’intervista.

Paolo Quercia: Possiamo dire di trovarci in un contesto di guerra economica che ci fa leggere le sanzioni economiche in un quadro geopolitico di questo tipo? E in caso chi sono gli attori della guerra e che livello di intensità ha questo conflitto economico?

Carlo Pelanda: “La guerra economica non è una novità, fu usata come componente del contenimento dell’Unione Sovietica da parte degli Stati Uniti…La novità è che c’è un potere emergente nel pianeta che ha capacità concorrenziali competitive anche sul piano militare con gli Stati Uniti… Che vinca Biden o Trump alle prossime elezioni presidenziali, dal punto di vista statunitense la guerra economica verrà sicuramente intensificata, anche perché la Cina sta facendo una penetrazione di carattere geoeconomico come strumento di influenza simile alla guerra…Quindi c’è un confronto tra due imperi, il tema è la supremazia sul pianeta…È un tipo di guerra Roma-Cartagine, finirà con la distruzione dell’uno o dell’altro…”

“…Lo scenario bellico di confronto tra due imperi che vogliono la supremazia rende meno probabile la stagnazione delle democrazie…perché il capitale viene mosso di più da indirizzi strategici e quindi abbiamo un effetto come quello avuto negli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale: una enorme concentrazione di capitale finanziario, umano ed intellettuale per avere della superiorità per vincere la guerra e questo poi ha dato un impulso durato cinquant’anni e ha favorito la crescita…”

Paolo Quercia: In tutto questo l’Europa da che parte sta? L’Europa non vorrebbe vivere in un mondo di conflittualità economica, anche perché a volte le sanzioni USA finiscono per colpire indirettamente anche il Vecchio Continente.

Carlo Pelanda: “…Gli assunti su cui l’Europa è stata costruita non vanno visti nella letteratura ufficiale e non sono pacifici…Il progetto europeo è un progetto imperiale…anche se in Italia si parla di Europa in termini lirici credendo alla pubblicità dell’Europa…L’Europa è nata come un moltiplicatore di potenza nel momento in cui le singole nazioni europee avevano perso la forza sufficiente ad avere un peso a livello globale…”

“…C’è una differenza tra Germania e Francia. La Germania tenta di avere accesso al suo export sia nell’area d’influenza americana sia in quella cinese, perché il suo Pil è costruito per il 52% dall’export e dal suo indotto… È una strategia ingenua perché l’America non lascerà mai che la Germania possa avere questo ruolo…La Francia invece vuole un’autonomia europea più marcata, post NATO per intenderci, però in alleanza con l’America…”

“…Il gioco dei due forni della Germania con USA e Cina indebolisce l’Europa…La Germania tenta la neutralità, ma questa scivola a favore dell’America, perché l’America è cattiva. Si sente legittimata ad esserlo perché si sente presa in giro: se i tedeschi fanno il gasdotto coi russi e poi le sanzioni per la questione ucraina, i russi ridono…La Germania deve fare una scelta molto forte nei confronti della convergenza con gli Stati Uniti e dentro questo negoziato poi concordare con gli USA uno spazio di relazioni economiche, sotto soglia politica, con Russia e Cina…Sarebbe una strategia sistemica…anche per l’Italia sarebbe la strategia migliore…”

“…Si fa guerra economica alla Russia per cercare di trovare degli accordi, mentre le misure contro la Cina hanno lo scopo di soffocarla, di metterla in crisi…costringere la Cina ad arrendersi, ad essere un potere regionale e non globale…La condizione è pesante perché significa che la Cina deve aprire il mercato finanziario alle banche americane…e non potrà mai accettarlo…L’uso di sanzioni è una guerra a media intensità perché informa il mercato prima, gli attori possono adattarsi ai cambiamenti di mercato…”