AWOS TALKS | CARLO PELANDA

Tra guerra economica e Nova Pax internazionale: sviluppi e scenari dello scacchiere geopolitico mondiale

Parte 3

Lo scenario NOVA PAX, il mercato integrato delle democrazie e l’impatto del COVID (acceleratore dei processi). L’alternativa della frammentazione in blocchi del mercato internazionale e il rischio di distruzione della ricchezza. La guerra economica come strumento per diffondere la democrazia.

Pubblichiamo la terza parte della video intervista a Carlo Pelanda, Professore di Economia e di Geopolitica economica all’Università G. Marconi di Roma, membro del board dell’Oxford Institute for Economic Policy, tra i massimi esperti di studi strategici e geopolitici, realizzata per la rubrica AWOS Talks da Paolo Quercia, Direttore del Comitato Scientifico di AWOS e docente di Studi Strategici all’Università di Perugia.

Per vedere la terza parte dell’intervista sul canale youtube di AWOS

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Di seguito riportiamo alcuni passaggi dell’intervista.

Paolo Quercia: Per il libro AWOS 2020 lei ha preparato un capitolo intitolato in maniera interessante e provocante “Deglobalizzazione conflittuale e riglobalizzazione selettiva”. Può spiegarci questo concetto e quale impatto può avere il COVID su questo scenario?

Carlo Pelanda:Fondamentalmente il punto di tale scenario è questo: nella guerra tra America e Cina possiamo permetterci il lusso di isolare il mercato cinese? La risposta è sì, a condizione che la sfera di influenza americana sia prima di tutto intelligente e non solo imperiale e sia molto ampia. Sia quindi una convergenza tra democrazie e la formazione di un mercato unico integrato delle democrazie, che io chiamo “NOVA PAX…”

“…L’obiettivo è aumentare la ricchezza interna delle democrazie, che sono tutte in crisi, non per il COVID ma da molto prima, ed avere una potenza talmente forte da costringere la Cina a rinegoziare il proprio accesso a questo mercato integrato delle democrazie, e quindi in qualche modo ad arrendersi e ciò eviterebbe anche una serie di conflitti militari che pur laterali potrebbero poi andare fuori controllo...”

…La deglobalizzazione è già in atto, come evoluzione del potere americano che ha perso il monopolio della forza…La riglobalizzazione sarebbe la strategia di formare un nuovo impero dove l’America ha il suo peso, ma non con quella forma vincolante che ha avuto nei decenni passati…, ma lasciando più spazio agli alleati…”

“…Rispetto alla sua domanda, questo scenario, che sto coltivando dal 1993, viene facilitato oppure no dal COVID? Secondo me la pandemia ha provocato un’accelerazione di tutti i processi in atto, non è cambiato molto. Tuttavia, la domanda è giusta perché l’America ha subìto un colpo pesante anche per una gestione un po’ erratica da parte di Trump. La Germania si è molto rafforzata, perché ha dimostrato di essere una nazione capace di una forza di gestione e di conduzione politica distribuite sul territorio formidabili…”

…Che la Germania stia tentando un’operazione di equidistanza tra America e Cina è anche dovuto al fatto che si sente un sistema molto forte e potrebbe complicare la convergenza euroamericana. Per esempio, se l’America continua a pensare che per riuscire a tenere l’Europa agganciata a sé deve spaccare l’Unione europea, questo è un guaio che poi si ritorce contro l’America. Per fortuna qualcuno degli analisti americani lo capisce, però non è detto che la politica poi sappia trasferire questa saggezza alle proprie decisioni…”

…Ecco quindi che è uno scenario in bilico. Io lo mantengo ancora come scenario, cioè come strategia più vantaggiosa che genera a sua volta uno scenario più probabile, nel mio modo di fare scenari. Però ha ragione lei nel dire che il COVID, poiché abbiamo avuto delle risposte differenziate delle varie nazioni facendo perdere reputazione e capacità ad alcune, potrebbe modificare un po’ questo meccanismo…”

…Quale altro scenario verrebbe fuori? La frammentazione a blocchi del mercato internazionale, perché avremmo un blocco nord americano o un’Unione Europea, una sfera d’influenza russa, una sfera d’influenza cinese fatto un po’ a macchia nel mondo. Poi avremmo una strutturazione regionale del potere saudita combinato con quello degli Emirati, e due aree di conquiste di guerre che sono l’Africa e il Sudamerica. Però questo scenario porterebbe ad una distruzione della ricchezza a livello globale…”

…La partita ideologica che spinge i miei programmi di ricerca si basa sull’idea sempre di favorire la democrazia dappertutto e per riuscirci tecnicamente bisogna instaurare in ogni nazione il capitalismo di massa, perché il capitalismo di massa e democrazia sono la stessa cosa. Quindi Nova Pax è il progetto della deglobalizzazione e rigobalizzazione selettiva che mira a costruire la democrazia dappertutto. C’è un punto di domanda sulla situazione post COVID, ha ragione lei, però non al punto da perdere la sua forza di grande strategia per tutte le democrazie…”

…Quindi io personalmente sono a favore di un’azione molto dura, cioè della guerra economica, però se ha lo scopo di instaurare la democrazia in tutti i paesi dove non c’è…”