La strategia del MITE per l’economia circolare

Pubblicato il 01 Settembre 2022

Nel corso del convegno “Sostenibilità e Geopolitica: l’ora dell’Europa”, organizzato da AWOS il 13 luglio a Roma presso lo Spazio Europa, è intervenuta Laura D’Aprile, Capo dipartimento Transizione Ecologica e Investimenti Verdi del Ministero della Transizione Ecologica.

D’Aprile ha presentato il quadro su cui il MITE sta lavorando in tema di economia circolare e sostenibilità ambientale, a partire dall’attività impostata con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza a marzo 2021, attraverso cui si è voluta dare una visione strategica per il paese.

Se il PNRR è nato nel quadro della crisi pandemica, con l’obiettivo di rafforzare la ripresa nazionale in un’ottica di piano Marshall della transizione ecologica, lo scenario è stato poi aggravato dalla crisi energetica conseguente alla guerra in Ucraina e dall’emergenza idrica. Attraverso il PNRR sono state rafforzate, con investimenti di 600 milioni di euro, le filiere industriali flagship per l’economia circolare: carta e cartone, plastiche, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), tessile.

In particolare, il tessile costituisce una filiera sfidante. Secondo il rapporto rifiuti di Ispra del 2020 solo lo 0,8% dei rifiuti tessili viene raccolto separatamente e il 5,7% dei rifiuti non raccolti in modo separato è costituito da tessili, che quindi finiscono in discarica o negli inceneritori. Si tratta di oltre 660 tonnellate l’anno di rifiuti tessili che possono essere recuperati e riciclati, a cui è possibile dare una nuova vita nei processi industriali.

Tra gli altri ambiti d’interesse e strategici richiamati da Laura D’Aprile, la filiera delle plastiche, che ha vissuto una forte crisi tre anni fa a seguito dell’interruzione delle importazioni da parte della Cina, la bioeconomia, inserita all’interno del piano nazionale dell’economia circolare, il programma nazionale di gestione rifiuti, con cui sono stati individuati i modelli di gestione più virtuosi, e il supporto alla pubblica amministrazione.

D’Aprile ha sottolineato che occorre creare con investimenti da 2,1 miliardi complessivi (1,5 per le infrastrutture e 600 milioni per le imprese) al fine di innescare un percorso virtuoso per creare materie prime secondarie dai rifitti e usare i rifiuti come risorse.

Vai al video dell’intervento di Laura D’Aprile: CLICCA QUI

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